I. Preambolo
Noi, i popoli d’Europa,
mossi da un profondo amore e da un forte senso di responsabilità verso le nostre nazioni, i nostri discendenti e la nostra civiltà comune, ci rivolgiamo alla Commissione europea.
Riconoscendo che i popoli autoctoni d’Europa, costituiti dalle comunità etniche, culturali e linguistiche degli Stati membri, possiedono il diritto inalienabile di preservare la propria identità collettiva, il proprio patrimonio e il proprio modo di vivere, in conformità ai principi della sovranità nazionale e dell’autodeterminazione;
II. Considerando
1.
Riconoscendo che l'articolo 4, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea sancisce il rispetto delle identità nazionali degli Stati membri, insite nelle loro strutture politiche e costituzionali fondamentali, compresa l'autonomia regionale e locale;
2.
Riconoscendo inoltre che l'articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea impone all'Unione di rispettare la diversità culturale, religiosa e linguistica, il che deve includere la tutela delle culture e delle tradizioni storiche delle nazioni europee contro l'erosione causata dalla sostituzione demografica;
3.
Attesting how replacement migration, both legal and illegal, over recent decades has violated that right by causing significant damage to the social cohesion, public services, security, and ethnic and cultural continuity of the European nations, leading to parallel societies, increased crime and the marginalization of native populations in their ancestral homelands.
4.
sottolineando l'urgenza della questione e riconoscendo la realtà imminente secondo cui le popolazioni autoctone d'Europa rischiano di diventare minoranze nelle loro stesse terre d'origine se non verranno apportati cambiamenti radicali al sistema di asilo e migrazione;
5.
Riconoscere che l'immigrazione non risolve la crisi dell'invecchiamento demografico, ma grava ulteriormente sui sistemi di welfare europei e aggrava il problema fondamentale del basso tasso di natalità tra la popolazione autoctona;
6.
Affermando che un'Europa sovrana deve dare priorità al benessere, alla sicurezza e alla continuità demografica dei propri popoli rispetto a politiche che di fatto sostituiscono e danneggiano le popolazioni autoctone;
III. Le nostre richieste
Chiediamo pertanto che la Commissione europea eserciti il proprio diritto d’iniziativa ai sensi dei Trattati per proporre e promuovere senza indugio le seguenti misure legislative e politiche:
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Article 1
Dichiarare una moratoria ufficiale sui nuovi canali di immigrazione non occidentali/non europei, compresa la sospensione delle procedure di asilo per i migranti economici e i richiedenti provenienti da paesi di origine sicuri, il blocco del rilascio di nuovi visti per motivi di studio e di ricongiungimento familiare a cittadini non europei, nonché la rigorosa limitazione dei canali di immigrazione legale fino al ripristino della coesione sociale e della continuità culturale negli Stati membri.
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Article 2
Avviare una riforma radicale degli attuali sistemi dell'UE in materia di migrazione e asilo durante il periodo di questa moratoria, compresa una revisione completa dell'attuale quadro normativo in materia di migrazione, concentrandosi sulla protezione delle frontiere esterne, sulle barriere fisiche e tecnologiche alle frontiere, sui controlli rapidi e sui meccanismi di rimpatrio immediato.
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Article 3
Garantire il rimpatrio sistematico e accelerato dei migranti presenti illegalmente sul territorio, dei richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta e delle persone che hanno commesso reati o rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico, mediante il pieno riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio in tutta l’Unione e un rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi ai fini della riammissione.
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Article 4
Establish a harmonized EU-wide framework for broader remigration, including voluntary and incentivized remigration measures for non-European migrants who are unintegrated or constitute a serious cultural or financial burden to Member States, in order to reduce enforcement costs and support the restoration of demographic balance.
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Article 5
Eliminare gli incentivi e i benefici del welfare che fungono da fattori di attrazione per l’immigrazione, introducendo, nel rispetto del diritto dell’Unione, restrizioni all’accesso di cittadini di paesi terzi e migranti di recente arrivo a determinate prestazioni sociali e sistemi di sostegno, al fine di ridurre gli incentivi a ulteriore immigrazione, alleggerire l’onere a carico dei contribuenti europei e favorire il rimpatrio.
IV. Dichiarazione
Dichiariamo inoltre che tali misure sono indispensabili per salvaguardare lo Stato di diritto, la legittimità democratica e la sopravvivenza a lungo termine della civiltà europea intesa come comunità di popoli distinti, dotati di identità condivise ma sovrane.
Nota importante
La presente Iniziativa dei cittadini europei non può comprendere tutte le misure necessarie per garantire il futuro dell’Europa e dei suoi popoli.
La procedura dell’ICI ha un ambito di applicazione formalmente limitato. Per questo motivo, il testo giuridico della presente iniziativa deve limitarsi a una serie più ristretta di richieste, anche se sarebbero chiaramente necessarie ulteriori misure. Tra queste figurano, tra l’altro:
la politica familiare e il rinnovamento demografico
la continuità culturale e l'identità
l'autoconservazione costituzionale degli Stati membri
questioni civili e storiche più ampie riguardanti il futuro dell'Europa
La loro assenza dal testo giuridico dell'iniziativa non significa che siano secondarie. Significa solo che lo strumento dell'Iniziativa dei cittadini europei non consente di includere tutte le questioni necessarie in un'unica presentazione formale.
ROMA · MMXXVI